Del resto non si può ignorare la voce che dice che oltre le stelle c’è un posto migliore 

Questa è una della frasi contenuta nella canzone del cantante Brunori Sas. Il titolo è “Kurt Cobain“. Appare quasi scontato, leggendo di sfuggita il testo, che il tema centrale della canzone è la morte del noto cantautore e chitarrista statunitentese, frontman dei Nirvana. Nella canzone viene anche citata Marilyn Monroe, accomunata dallo stesso destino con il chitarrista: “chiedilo a Marilyn quanto l’apparenza inganna e quanto ci si può sentire soli” 
Troppe volte nel corso della storia, moderna e antica, che la morte per suicidio è sempre andata di pari passo con quelli che oggi noi chiamiamo in modo fugace “VIP”, un connubio spesso che si porta dietro mille sfaccettature e analisi troppo complesse. Nel corso della storia sono stati troppi i personaggi illustri che sono entrati nel libro nero, una figura a cui Dante dedica addirittura un canto dell’Inferno, il Tredicesimo. Siamo nel settimo cerchio e ad essere puniti sono i violenti contro se stessi, appunto i suicidi. Qual è la loro punizione? Sono trasformati in piante, essere di vita inferiori. La legge del contrappasso è feroce: hanno rifiutato la loro condiziona umana, per questo motivo non sono degni di avere il loro corpo. 
Emblematici nei vari secoli i casi di Socrate, dove le interpretazioni sul perchè si lasciò morire aprono un dibattito filosofico troppo complesso. Non dimentichiamoci i suicidi “amorosi” di Saffo e di Cleopatra, la prima gettandosi dalla rupe di Leucade e la seconda facendosi mordere da un aspide. 
Tragico e triste fu il caso del “nostro” Luigi Tenco che si suicidò in una stanza di un hotel sanremese, durante i giorni del Festival. Fu triste più che per la morte in sè, per il motivo con cui arrivò a tale decisione. Emblematico il biglietto ritrovato nella sua stanza: ” Faccio questo non  perchè sono stanco della vita ma come atto di protesta nei confronti di un pubblico che preferisce in finale “Io tu e le Rose” di Orietta Berti” 

“Perchè questo gesto? Cosa l’ha spinto in questa folle azione” É questa la domanda che chi rimane in questa vita si pone. Domanda forse troppo banale ma che altresì nasconde una risposta che non lo è affatta in molti casi, c’è un abisso di sfaccettature, di desideri, di volontá mai raggiunte, di inconscio mai venuto a galla se non con questo gesto di estrema violenza. E se il suicidio fosse anch’esso un omicidio? D’altronde la violenza, l’atto in sè, è identico. A cambiare è solo l’oggetto di tale violenza che, in questo caso, è la stessa persona che tali nefasti pensieri li esercita. 

Sucidio: così lontano, così vicino

L’etimologia latina è chiara e non lascia adito ad ulteriori spiegazioni: suicidium, sui uccido: uccisione di se stessi. 
L’ultimo rapporto dell’OMS è sconcertante: in media, ogni 40 secondi nel mondo una persona si toglie la vita.
Il suicidio, prestate bene attenzione, fa più vittime della guerra e delle catastrofi naturali. Sembrerebbe che la zona con più suicidi sia l’India, insieme alla Guyana, con tassi altissimi: 20 casi su 100.000 persone. La percentuale nel mondo varia enormemente e dipende, come ogni grande problema medico che si rispetti,da fattori culturale e sociali. Nonostante sia da sempre stato visto in termini negativi, nonostante la criminalizzazione e lo stigma a lui riservato, non è bastato a ridurre i casi nel corso dei secoli.
L’Italia sembrerebbe avere un tasso inferiore alla media europea. Uso il condizione non per caso: nel nostro bel paese l’influenza del Vaticano è tangibile anche in questo campo. Tutti i casi di suicidio, infatti, devono essere refertati dalle autorità competenti. Ciò spesso non avviene, specie al Pronto Soccorso dove il motivo viene omesso, ed è spesso la famiglia( in collaborazione con il personale sanitario) a richiedere ciò: il tabù culturale è molto forte, condiziona la nostra vita. La vergogna che attanaglia la cultura popolare dell’uomo( specie al meridione) è troppo spesso un limite delle nostre zone.

Robin Williams: l’ultimo caso

 La più recente notizia di cronaca che vede associato il suicidio con i personaggi del mondo della spettacolo è quello del famoso attore Robin Williams. Il motivo che lo ha spinto a ciò è stata la forte depressione di cui da tempo soffriva.
Il detto popolare ” i soldi non fanno la felicità” sotto questo aspetto trova un suo forte sostenitore. Cosa mancava dal punto di vista economico a Robin? O a Kurt? O a Marilyn? Assolutamente niente. Ma i soldi di fronte ai problemi che nascono dentro la nostra mente niente possono, al contrario di come molti pensano e scioccamente credono. Le patologie psichiatriche rappresentano il principale campanello d’allarme nell’atto suicida. Ma non sempre: il suicidio può essere anche un atto aggressivo, un autopunitivo( per i sensi di colpa), un atto difensivo. L’atto finale è identico in tutti i soggetti. La via che li conduce è diversa da soggetto a soggetto, ricolma di abissi e di sfaccettature. È, in ogni caso, un gesto che va indagato e studiato nella sua complessità, prima di essere ovviamente evitato.
A mio parere la frase che rispecchia al meglio questa forma di aggressività è quella detta dallo scrittore Camus: ” il suicidio è un gesto che si prepara nel silenzio del cuore”
Obiettivo di una società sana è quello di eliminare in primis questo tabù e di parlare sempre di più, fare prevenzione perenne: forse a molti potrà non piacere questo discorso, qualcuno non lo potrà considerare un problema importante, ma fare prevenzione e riuscire a salvare anche una sola vita è, per me, un grande risultato.

 

Domenico Madonna

Domenico Madonna

Nasce a Scilla (Rc) nel luglio del 1990. Dopo aver frequentato il liceo classico, ed essersi lasciato affascinare della letteratura umanistica, si iscrive alla facoltà di Medicina e Chirurgia all'università di Messina, che tutt'oggi frequenta. Il nuovo mondo universitario lo fa entrare in contatto con una nuova disciplina, facendolo innamorare: le neuroscienze. Appassionato di politica, giornalismo d'inchiesta e musica classica, è alla sua prima esperienza giornalistica.

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