Sono stati effettuati degli arresti in Sudafrica dopo che si è estesa la violenza contro gli immigrati durante le manifestazioni nel cuore di Johannesburg. Nel pomeriggio di Venerdì, la polizia ha sparato dei proiettili d’acciaio, rivestiti di gomma, sulla folla di manifestanti anti-immigrati, con lo scopo di separare i manifestanti da un gruppo di immigrati.

Il generale Phumzo Gela, vice commissario di polizia, ha detto che “nella provincia di Gauteng, di cui Johannesburg è la capitale, la polizia ha arrestato 18 persone dopo le battaglie notturne per strada”. Qualche ora prima nella stesa giornata, la polizia si è scontrata con una folla di sudafricani nella zona Jeppestown, a Johannesburg. La folla era munita di martelli ed asce mentre intonavano: “Gli stranieri devono andarsene”. Le forze dell’ordine hanno riportato che dei gruppi di sudafricani a Jeppestown e Cleveland -sono quartieri adiacenti alla Johannesburg Central Business District (CBD)- hanno bloccato le strade con pietre e pneumatici in fiamme ed hanno, poi, ordinato agli stranieri di abbandonare il Paese.

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Manifestazione contro la xenofobia in Sudafrica

È stato segnalato che vari negozi nella CBD sono stati saccheggiati e danneggiati e che sono cresciute le tensioni tra gli stranieri ed i sudafricani a Johanneburg. Rispetto a ciò, la polizia ha affermato che i sospetti stavano cercando di entrare nei negozi di proprietà di stranieri. Il Colonnello Dlamini, portavoce della polizia, ha detto ad Al Jazeera che la “calma era stata restaurata” anche se ha rifiutato di rivelare se le forze dell’ordine avessero ricevuto credibili segnalazioni di ulteriori minacce di violenza contro gli stranieri in città. Infatti, delle voci di imminenti attacchi contro gli immigrati hanno continuato ad influenzare i cittadini stranieri a Johannesburg. Ahmed Fifa, un trentacinquenne proprietario di un negozio a Ramaphosa -insediamento ad est di Johannesburg- ha detto che i cittadini stranieri sono stati avvertiti dalla gente del posto di lasciare la zona.

“Uno dei leader della comunità è venuto da noi e ci ha ordinato di spostare tutte le nostre cose per salvare le nostre vite”, ha continuato. Secondo Fifa, i sudafricani a Ramaphosa sono divisi tra coloro che cercano di proteggere gli stranieri e quelli intenti a cacciarli e ad usare la violenza contro di essi. “Non posso tornare indietro fino a quando la situazione non torni stabile”, ha detto Fifa. “Ho visto le immagini di quello che è successo a Durban e ho bisogno di mantenere in salvo la mia vita. L’unico problema che abbiamo qui è la xenofobia”, ha poi concluso.

D’altra parte il portavoce della polizia, Jay Naicker, ha parlato di “una calma fragile” dopo che a Durban sei persone sono state uccise nelle ultime due settimane di violenze contro gli immigrati. “La zona è ancora tesa e il dispiegamento di polizia ed un alto livello di sicurezza rimarranno per del tempo ‘”, ha concluso Naicker. Amir Sheikh, presidente del Consiglio della Comunità Somala con sede a Johannesburg, ha detto che la violenza a Durban ha infiammato le tensioni tra sudafricani e stranieri. “Alcuni dei nostri membri sono stati infastiditi in seguito alla violenza esercitata a Durban”, ha riferito.

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Campo rifugiati in Sudafrica

Giovedi  scorso, il presidente sudafricano -Jacob Zuma- ed i leader dell’opposizione in Parlamento hanno parlato contro la violenza nei confronti di cittadini stranieri. Zuma ha confermato che la maggior parte dei sudafricani è  “generalmente non xenofoba”. Nel frattempo, secondo quanto riferisce Al Jazeera, lungo la frontiera con il Mozambico, la folla ha impedito a dei camion sudafricani di attraversare la frontiera. Sasol, il gigante sudafricano dell’energia, è stato costretto a rimpatriare il personale sudafricano in Mozambico. Il Sudafrica sta cercando il sostegno diplomatico da parte dei Paesi in tutto il continente per sconfiggere ciò che il ministro degli Esteri sudafricano, Maite Nkoana-Mashabane, ha descritto come il “demone” della violenza anti-immigrati.

Una folla di cittadini stranieri sfollati, in risposta, ha assalito il presidente sudafricano durante la sua visita in un rifugio di fortuna, mentre cercava di porre fine agli attacchi mortali anti-immigrazione mortali che stanno susseguendosi nel Paese. In un incontro con circa 1.400 stranieri in attesa di rimpatrio, Zuma ha detto, “Noi dispiegheremo la polizia in ogni area per garantire la sicurezza.” La folla, però, non ha preso calorosamente quella promessa ed ha risposto, cantando, “No!”.

Il Sabato, Zuma aveva annullato il suo viaggio in Indonesia per partecipare al summit Afro-Asiatico preferendo affrontare la violenza in casa. Nel suo discorso agli stranieri sfollati, ha detto che “il Governo sudafricano non li sta cacciando via”. Ha, poi, continuato affermando che “il suo Governo si sta impegnando per la sicurezza di quei cittadini stranieri che scelgono di rimanere in Sudafrica”. Zuma ha, anche consegnato un assegno di circa 4.100 dollari per la manutenzione del campo. Ma, anche, tale gesto è stato accolto con dei fischi dalla folla. Dopo la fine della visita del Presidente sudafricano, gli stranieri hanno continuato a protestare, secondo quanto hanno riportato i media locali.

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Polizia cerca di disperdere la folla dopo gli scontri

Più di 30 persone sono state arrestate nelle ultime 24 ore, mentre la violenza continua a diffondersi in altri quartieri della capitale finanziaria del Sudafrica, Johannesburg. Durante la notte, dei saccheggi e dei blocchi stradali da parte dei manifestanti anti-immigrati sono stati riportati ad Alexandra, Malvern, Thokoza e Cleveland. Sabato scorso, una persona del Mozambico, identificato come Emmanuel Sithole, è morto per le ferite dopo essere stato attaccato da degli uomini durante le violenze anti-immigrati ad Alexandra.

L’Agenzia per i rifugiati delle Nazioni Unite (UNHCR) stima che un totale di 5.000 persone sono scappate durante l’attuale ondata di violenza. Sono stati istituiti dei campi di fortuna per gli stranieri sfollati intorno a Durban, da cui molti stranieri stanno ora lasciando il Sudafrica. Secondo l’UNHCR, circa 1.400 persone -per lo più uomini- sono stati sistemati nel campo di Chatsoworth, mentre altri 300 hanno trovato riparo a Isipingo ed altri 450 a Greenwood Park. L’Agenzia per i rifugiati delle Nazioni Unite, ha riportato che “circa 1.500 sfollati sono stati trasferiti in un nuovo e più grande campo a Phoenix”. Daniel Dunia, un cittadino congolese che funge da portavoce per i cittadini stranieri sfollati a Isipingo, afferma che “gli stranieri a Durban si sentono ancora insicuri ed il numero di sfollati continua a gonfiarsi”.

Il Governo sudafricano ha ribadito la sua condanna agli attacchi contro i cittadini stranieri ed in seguito ad una riunione di Gabinetto, Jeff Radebe, ministro della presidenza, ha detto: “Il Sudafrica non è un Paese violento e che un paio di individui non rappresentano l’immagine del Sudafrica”. 

Luca Mershed

Luca Mershed

Nasce a Roma nel 1989. Studia al liceo scientifico Nomentano e si laurea alla magistrale in Relazioni Internazionali all'Università La Sapienza di Roma. Ha studiato un semestre all'università di Santiago di Compostela (Galicia, Spagna) grazie al programma Erasmus. Parla correntemente italiano, spagnolo, inglese e un po' di francese. Si sposta fra Italia e Porto Rico dove ha svolto la sua tesi. Ha avuto esperienze in tre model united nations oltre ad aver lavorato per realizzarne altri: romemun 2010 (presso la FAo e l'ifad), romun 2011 (presso la fao), global model united nations 2011(organizzato direttamente dalle Nazioni Unite a Incheon). Collabora (online) con la ONU e le organizzazioni ad esso affiliate; scrive anche per un altro giornale online.

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