“Quella per la corretta informazione scientifica è una sfida cruciale. Una sfida che stiamo perdendo” sostiene Italia Unita per La Scienza, l’associazione nata nel 2013 a sostegno della corretta informazione e cultura scientifica. E non viene difficile credere a questa affermazione visto ciò che accade giornalmente in Italia: la “pseudoscienza” è entrata prepotentemente nelle nostre vite, dilagando anche e soprattutto grazie alla disinformazione proposta dai media e alla rete, vero e proprio veicolo di diffusione di balle scientifiche e credenze errate. “Per il cittadino poco informato la pseudoscienza è dietro l’angolo, a volte facilmente smascherabile, a volte estremamente convincente, spesso seducente. Non possiamo permetterlo. Non se in gioco c’è la salute delle persone, la salute dei nostri cari, la salute di chi soffre e cerca, disperatamente, un appiglio. Bisogna imparare a dare il giusto peso all‘emotività e alle argomentazioni razionali, giustificate. Non possiamo affidarci a persone prive di competenza, che si approfittano di noi: dobbiamo imparare a riconoscere se chi parla è affidabile. Dobbiamo sviluppare lo spirito critico, importante, sì, nella scienza, ma anche nella vita di tutti i giorni”, si legge nella presentazione dell’evento 2014, che bissa e cerca di migliorare quello che è accaduto l’8 giugno 2013 nelle principali piazze italiane

 

La Bufala è Servita: Tra Scienza e Pseudoscienza” è il titolo della manifestazione 2014, che non consterà di un solo giorno ma di un’intera settimana di eventi in giro per L’Italia, con almeno 25 città coinvolte (qui l’elenco completo in aggiornamento) ed un aspetto comunicativo migliorato. Agli eventi parteciperanno ricercatori, docenti universitari di fama e divulgatori scientifici affermati; l’evento inaugurale si terrà venerdì 16 maggio presso la Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, e parteciperanno Marco Cattaneo (Le Scienze), Dario Bressanini, Beatrice Mautino (CICAP) e Alessandro Vitale (CNR Milano). L’idea è quella di evitare la classica impostazione lezione-universitaria-seminario-scientifico, per puntare su caffè scientifici, incontri nelle librerie o nelle scuole, eventi di piazza ed altro ancora: adottare modalità giovani, coinvolgenti ed accessibili a tutti è una prerogativa della manifestazione. L’obiettivo principale non è quello di proporre una verità preconfezionata da portare a casa in stile testo sacro, ma, al contrario, suggerire l’adozione di uno spirito critico, un approccio scientifico e razionale con cui prendere un’autonoma posizione (informata e consapevole) sui temi scientifici, basandosi sui fatti più che sulle dicerie. A sostenere l’iniziativa le associazioni Pro-Test Italia, Città della Scienza di Napoli e ANBI (Associazione Nazionale Biotecnologi Italiani). 

 

Come era accaduto anche l’anno scorso (qui l’articolo comparso su YUP il 24 maggio 2013) abbiamo fatto quattro chiacchiere con Federico Baglioni, giovane biotecnologo fondatore di Italia Unita per la Scienza e coordinatore nazionale dell’evento del 19-24 maggio.

 

Il 2013 è stato l’anno “d’esordio” per quanto riguarda le manifestazioni di Italia Unita per La Scienza, ed il messaggio che avete mandato è stato forte, con una grande attenzione mediatica. Quali sono le novità che introdurrete quest’anno? Quali i cambiamenti?
 
L’anno scorso abbiamo raggiunto un grande primo obiettivo: ci siamo fatti sentire e, senza alcun impianto organizzativo, senza alcun fondo e con la sola volontà di studenti, docenti e giornalisti, siamo riusciti a coinvolgere tante città. Ma non sono mancati gli errori, specie a livello comunicativo. Parlare di scienza è oggi più che mai complicato ed è facile risultare noiosi, saccenti e antipatici. Per questo motivo abbiamo raccolto le critiche costruttive che ci erano state rivolte l’anno scorso e abbiamo cercato di costruire un evento che potesse coinvolgere maggiormente un pubblico omogeneo. Avere qualche mese in più ci ha infatti permesso di organizzare meglio le realtà locali e di realizzare eventi non solo in aule universitarie, ma anche in teatri e librerie, svincolandosi dal convegno come unico formato possibile. Ecco dunque anche cafè scientifici, tavole rotonde ed eventi di piazza. Inoltre, alle raccolte fondi locali abbiamo associato  una raccolta nazionale online tramite crowdfunding per sostenere i costi essenziali e intraprendere una nuova sfida: pagare moderatori e relatori. Un’impresa complessa che quest’anno non riusciremo a completare quest’anno, ma che è un modo fondamentale per permettere che sempre più siano le figure qualificate che si spenderanno per parlare di scienza.
 
Il titolo scelto per la manifestazione è “La Bufala è servita: tra scienza e pseudoscienza”: come mai la scelta di questo tema come filo conduttore della manifestazione?
 
La scelta deriva dal fatto che ogni ambito della scienza ha le proprie bufale: notizie non confermate, mal interpretate o totalmente false che diventano radicate in una buona fetta di popolazione e che si diffondono, in particolar modo tramite il web. Bufale che ci vengono proposte con estrema facilità e che a volte sono semplici da smascherare. Altre volte queste notizie appaiono basate su dati solidi o su teorie affermate o stimate. Questa è la pseudoscienza: qualcosa che si spaccia per scienza, ma che tale non è. Perché questo filo conduttore? Perché l’obiettivo fondamentale non è tanto imporre una visione scientifica, ma stimolare l’attenzione, la curiosità e fornire quelle basi essenziali affinché ogni cittadino possa realmente considerarsi informato e consapevole.
 
 
Cosa pensi del dialogo tra scienza e società italiana nel 2014? Sono stati fatti passi avanti? Quale potrebbe essere la chiave di volta per avvicinare questi due elementi ad una convivenza necessaria?
 
Purtroppo il dialogo è complesso per una serie di motivi: fondi per la ricerca ridotti, poca attenzione per la scienza, difficoltà di coinvolgere i protagonisti della scienza e scarsa competenza dei giornalisti in ambito scientifico. Pochi sono i programmi televisione che parlano di scienza in modo corretto, pochissimi i giornali che tendono a validare le fonti prima di far uscire le notizie. Detto questo,la risposta non è facile, Mancano ancora tanti tasselli e una risposta univoca non esiste. Di sicuro, però, una delle possibili strategie è quella di promuovere la cultura scientifica, specie nelle scuole, e rendere la cittadinanza consapevole dei perché e dei come della ricerca e della scienza. E ovviamente creare movimenti in grado di promuovere incontri, dibattiti e conferenze che possano via via coinvolgere tutte le realtà, trasmettendo quello spirito critico essenziale per difendersi da pseudo teorie e pseudo cure. Noi coi nostri eventi nelle scuole superiori e gli eventi di informazione scientifica nazionali stiamo provando a smuovere le acque,a  raccogliere adesioni. Più saremo in tanti e più avremo contributi e consigli che ci permetteranno di organizzare eventi sempre più frequenti e sempre meglio progettati. Noi vi aspettiamo.
Marco Bassano

Marco Bassano

Nasce a Massa (MS) il 25/06/1988 e vive a Marina di Carrara fino a 18 anni; dopo aver finito il liceo scientifico, si laurea alla triennale in Scienze Biologiche e successivamente alla magistrale in Ecobiologia alla Sapienza di Roma, con una tesi inserita all'interno di un progetto europeo per la protezione delle coste del continente dagli effetti del cambiamento climatico. Dopo una breve esperienza a San Francisco, risiede attualmente a New York, dove sta frequentando un Master in Environmental Science and Policy presso Columbia University. Appassionato di musica e giornalismo, collabora dal 2011 con Radio Luiss come autore e speaker, scrivendo inoltre recensioni musicali per diversi siti web. Parla italiano, inglese, e per hobby lo spagnolo .

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