Il nuovo governo greco si affacia sull’Europa. Teodoro Andreadis-Synghellakis è un scrittore e giornalista greco, nato e cresciuto a Roma, che da quasi vent’anni lavora come corrispondente a Roma della radiotelevisione greca Alpha e, negli ultimi cinque anni, dell’agenzia stampa Athens News Agency. Venerdi 23 gennaio Andreadis presentò a Roma, nell’associazione della stampa estera in Italia, il suo ultimo lavoro, un libro-intervista su Alexis Tsipras, intitolato Alexis Tsipras, la mia sinistra, con una prefazione di Stefano Rodotà. All’indomani della visita di Alexis Tsipras a Roma, ho trovato Teodoro Andreadis-Synghellakis e gli ho chiesto di rispondere ad alcune domande riguardo al nuovo governo ellenico.

Venerdi scorso, ad Atene, il presidente dell’Eurogruppo Dijssebloem ha dichiarato che non c’e’ motivo per una conferenza sul debito europeo aggiungendo che per una richiesta del genere c’è gia l’Eurogruppo. Secondo Lei, per quale motivo Tsipras insiste sulla sua richiesta di una conferenza sul debito?

Tsipras e il partito di Syriza considerano il debito greco non rimborsabile. Inoltre, sono dell’avviso che non si può continuare a chiedere nuovi prestiti, perché in questo modo l’economia greca non riuscirà mai ad uscire da questo circolo vizioso. Nelle ultime ore, il ministro delle finanze, Yanis Varoufakis, ha proposto un’alternativa: il pagamento di quanto dovuto all’Fmi ed agli stati che hanno acquistato titoli greci, legato strettamente ad una clausola di sviluppo: si paga solo quando l’economia del paese riparte realmente.

Il ministro delle finanze greco, Yannis Varufakis, durante il suo incontro con Dijssebloem ad Atene, dichiarò che il governo greco non punta ad una sinergia con la Troika, definendola “una commissione fatiscentemente fondata.” Cosa rappresenta per Tsipras la Troika?

Un organismo non legittimato democraticamente. Fatto di “funzionariucci mediocri”, come mi ha detto lui stesso nel libro-intervista. Anche nel corso della conferenza stampa seguita all’incontro con Matteo Renzi, a Roma, il primo ministro greco ha sottolineato che con la Troika è avvenuta una vera e propria catastrofe economica, che tutti gli indici, da quelli dell’occupazione fino al debito pubblico, sono peggiorati in modo mai visto prima in tempo di pace. Night Time Parliment from Hotel Room

Secondo Lei, Syriza aspira ad uno spostamento dell’asse verso Sud, oppure all’emersione di un nuovo asse del Sud europeo?

Syriza punta, indubbiamente a rafforzare i rapporti sia con Roma e con Parigi. E spera in una vittoria di Podemos in Spagna, a novembre. Ma, più in generale, chiede all’ Europa di ripensare il proprio futuro, di ritornare ai valori fondanti della solidarietà e della coesione sociale.  Per arrivare a una vera governance politica dell’Unione. Non è un percorso breve, ma le alternative sono ben poche…

Come può essere spiegata l’alleanza governativa di Syriza con il partito di ANEL?

Con il fatto che si tratta delle due forze che maggiormente si sono battute contro i memorandum di austerità. C’ è anche il partito comunista, Kke, il quale, però, è contrario a qualunque tipo di progetto e programma di governo.  Per quel che riguarda la coabitazione con Anel, la sinistra greca ha ribadito, ad esempio,  di voler dare la cittadinanza ai figli dei cittadini stranieri che vivono nel paese. Per leggi come questa, o per i diritti civili alle coppie gay e lesbiche, Syriza dovrà ricorrere ad una maggioranza variabile, con l’appoggio, probabilmente,  di deputati del Pasok o della formazione centrista del Fiume, del giornalista Stavros Theodorakis. renzi-tsipras-675

Il programma economico di Tsipras non fa alcun riferimento alla possible uscita della Grecia dall’euro ma afferma che il nuovo governo avrà un mandato di negozziazione che permetterà di aprire una trattativa con le istituzioni europee. Un modello diverso da quello della Troika?

Un modello totalmente diverso, ed è per questo che Tsipras ha incontrato il presidente delle Commissione Europea e del Parlamento Europeo, ma non i rappresentanti della Troika, che non riconosce. Lo stesso Junker, poi, secondo indiscrezioni di stampa, sembra “vedere all’orizzonte” il superamento della Troika. Gli elettori hanno chiesto, col loro voto, di andare oltre questo modello fallimentare.

Un governo di sinistra in Grecia potrebbe essere una novità politica in Europa?

Penso che da una parte potrebbe concorrere alla vittoria di Podemos in Spagna, che ha una piattaforma programmatica  molto simile, e dall’ altra orientare più a sinistra il Partito Socialista Europeo. Non è in caso, infatti, che la direzione del Pd abbia chiesto al Partito Socialista Europeo di aprire, al più presto, un dialogo con la sinistra greca. Questo potrebbe voler dire prendere le distanze da posizioni neoliberiste del centrodestra, che negli ultimi anni hanno conquistato sempre più spazio in tutta Europa.

 Durante la campagna elettorale Tsipras ha usato due parole principali: “speranza e dignità”. La speranza, si sa, rimase da sola nel cesto di Pandora, dopo la fuoriuscita di tutti i mali del mondo. La Grecia apre il vaso di Pandora in Europa?

 Credo che siano state parole che hanno fatto molta presa sull’elettorato, perché in questi anni di crisi, realmente, ai greci è stata tolta la speranza e la dignità. E questo vuol dire togliere il diritto al futuro. Anche Matteo Renzi, incontrandolo a Roma, ha detto che Tsipras ha vinto le elezioni  con un messaggio di speranza, e non di paura. Questo, certo, aumenta anche la responsabilità di questa sfida: far ridiventare la Grecia un paese normale, ed anche l’Europa una regione del mondo dove la speculazione, e il profitto più in generale, non abbiano maggiore forza  del dialogo e della politica.

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Yorgos Arafailidis

Yorgos Arafailidis

Nato a Salonicco (Grecia) nel 1983. All'eta di 19 anni decide di trasferirsi a Roma per motivi di studio. Laureando presso la facolta di giurisprudenza di Tor Vergata. Madrelingua greco, parla inglese ed italiano.

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